14.03.2018
Prevenzione glaucoma, la Fondazione Policlinico A. Gemelli scende in campo con un Open day
Venerdì 16 marzo porte aperte per visite ed esami gratuiti nell’ambito della settimana mondiale del Glaucoma promossa dalla World Glaucoma Association. La Clinica oculistica del Gemelli partecipa con una giornata dedicata alle iniziative promosse nel nostro Paese dall’Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità - IAPB Italia Onlus.

Prima causa mondiale di cecità irreversibile, il glaucoma non viene diagnosticato in un caso su due. La Fondazione Policlinico A. Gemelli scende in campo anche quest’anno per incentivare la prevenzione e favorire la diagnosi precoce della patologia con una giornata dedicata prevista per il 16 marzo, in occasione della settimana mondiale del glaucoma (11-17 marzo) promossa dalla World Glaucoma Association e nel nostro Paese dall’Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus (www.iapb.it).

Gli Specialisti del Servizio Glaucoma della Clinica Oculistica offriranno, gratuitamente e senza prenotazione, uno screening completo a soggetti che potrebbero soffrire di questa patologia, con misurazione della pressione oculare ed esame del nervo ottico. L’iniziativa avverrà nei locali dedicati a tale Servizio nell’ambito dell’Ambulatorio di Oculistica, al 1° Piano ala P (stanza 5) del Policlinico Universitario A. Gemelli: la successione delle visite seguirà l’ordine di arrivo attestato dal numero prelevato al consueto totem ambulatoriale (premendo il tasto “glaucoma”), con inizio delle pratiche di accettazione per la visita previsto per le ore 9 e il termine alle ore 13.

La giornata si inserisce nell’ambito delle numerose attività di prevenzione della Società Italiana Glaucoma (S.I.GLA.), società affiliata alla World Glaucoma Association e da sempre occupata a promuovere la conoscenza della patologia sul territorio ed a divulgarne le conoscenze scientifiche tra gli operatori sanitari tramite congressi, corsi teorico-pratici e simposi a diffusione locale e nazionale. L’iniziativa si svolge in 14 centri italiani.

Il Servizio di glaucoma e perimetria del Policlinico Gemelli - gestito dai dirigenti medici Andrea Giudiceandrea e Tommaso Salgarello che è anche Segretario-Tesoriere S.I.GLA. - si pone come fiore all’occhiello nell’ambito della UOC di Oculistica diretta dal prof. Aldo Caporossi che è Presidente S.I.GLA., insieme ai servizi di cornea e chirurgia rifrattiva, di retina, di oncologia oculare, di strabologia ed oculistica pediatrica, di oftalmoplastica e uveiti, garantendo prestazioni di elevato livello qualitativo ai pazienti, in osservanza delle linee guida internazionali e degli standard più evoluti.

La malattia: prevalenza, diagnosi e trattamento del glaucoma

Il glaucoma è una malattia del nervo ottico caratterizzata da un progressivo ed irrecuperabile danno al campo visivo che può portare progressivamente, se non trattato, alla cecità. Il suo fattore principale di rischio è un’elevata pressione intraoculare.

Ad oggi, soffrono di glaucoma 65 milioni di persone al mondo (dei quali 5 milioni sono irreversibilmente ciechi), ma circa il 50% di essi non ne è a conoscenza. La ricerca dei soggetti a rischio, come ad esempio coloro che hanno familiarità, è fondamentale per la prevenzione e la cura del glaucoma al fine di evitare la disabilità visiva permanente.

Il glaucoma si può prevenire, nella sua forma cronica primaria “ad angolo aperto” più tipica ed insidiosa in quanto asintomatica fino a stadi tardivi, attraverso la misurazione della pressione intraoculare e la valutazione della testa del nervo ottico, passaggi imprescindibili di una visita oculistica: il riscontro più comune avviene infatti intorno ai 45 anni, in occasione della classica visita per presbiopia. Nel caso invece della più infrequente (circa 15% dei casi mondiali) ma ben più gravosa forma “da chiusura d’angolo”, data la sintomatologia di profondo ed improvviso malessere locale e generale che ne caratterizza l’eventuale attacco, quest’ultimo deve essere prevenuto - sempre nel corso di una visita oculistica - attraverso l’identificazione di alcuni ulteriori “segni strutturali” nell’anatomia della parte anteriore dell’occhio che con buona probabilità nel tempo potrebbero accrescersi scatenandolo o provocando una forma mista. In entrambe le forme, alcuni esami diagnostici di secondo livello potrebbero aiutare nella diagnosi.

Terapie

Il trattamento del glaucoma prevede diverse strade al fine di controllarlo e rallentarne al massimo l’evoluzione, che sono tutte destinate alla riduzione della pressione intraoculare: la terapia più utilizzata è certamente quella farmacologica, con alcune classi di farmaci in collirio a nostra disposizione per una terapia destinata a durare tutta la vita. In molti casi, laddove essa fosse inefficiente, non attuabile o foriera di effetti collaterali, si può ricorrere alla terapia laser attraverso la trabeculoplastica, che viene eseguita ambulatorialmente, talora anche come prima terapia; peraltro i trattamenti laser sono obbligati in quasi tutti i glaucomi primari da chiusura d’angolo, con l’“iridotomia” e la “iridoplastica” tese a modificare le anomalie anatomiche a rischio crescente. Se il paziente non è controllato sufficientemente con le terapie di cui sopra si può ricorrere nei tempi giusti alla chirurgia, attuabile con interventi più o meno invasivi.

 L’attività dell’ambulatorio Glaucoma del Gemelli

L’ambulatorio di glaucoma e perimetria del Policlinico Gemelli è un servizio nato circa 40 anni fa per la diagnosi, cura e monitoraggio della patologia glaucomatosa. A tale servizio afferisce un bacino d’utenza di oltre 2000 pazienti provenienti dalle province laziali e da alcune regioni dell’Italia meridionale (Campania, Puglia, Basilicata), che vengono sottoposti a visite periodiche con intervalli temporali che vanno da un anno ad ogni tre mesi a seconda della gravità della patologia. Le visite ambulatoriali effettuate dal lunedì al giovedì sono 2500-3000 annue e, dopo un’approssimativa valutazione dell’acuità visiva, consistono prevalentemente in un’accurata misurazione della pressione intraoculare ed un’approfondita indagine delle strutture del segmento anteriore (gonioscopia statica e dinamica inclusa) e posteriore oculare alla ricerca delle cause e delle conseguenze della malattia glaucomatosa, con il fine ultimo di stabilire l’opportunità di iniziare, mantenere o modificare una terapia mirata; a tali visite di base sono spesso associate tutta una serie di prestazioni ad elevata specializzazione ad oggi indispensabili per l’approfondimento diagnostico (stimabili in circa 2500 annue), tra cui la valutazione ultrasonica dello spessore corneale centrale (pachimetria corneale) e soprattutto lo studio ecografico (UBM) e/o tomografico (OCT) delle strutture di deflusso presenti nell’angolo della camera anteriore oculare e gli esami funzionali (campo visivo computerizzato e manuale, esami elettrofisiologici) e strutturali (OCT delle fibre nervose retiniche, del disco ottico e delle cellule ganglionari maculari) del nervo ottico, bersaglio ultimo del glaucoma. Insieme a queste metodiche diagnostiche, alcune delle quali sono appannaggio solo dei principali centri di eccellenza, a disposizione della nostra struttura e di frequente utilizzo sono tutte le metodiche parachirurgiche attualmente in uso, comprese la modernissima apparecchiatura laser per la trabeculoplastica selettiva (SLT) – che si affianca ai consueti sistemi per l’iridotomia e l’iridoplastica mediante “Argon e YAG laser” – e quella per la ciclofotocoagulazione dedicata al trattamento dei glaucomi refrattari alla chirurgia.

Quanto proprio alla chirurgia, il prof. Caporossi è uno tra i pionieri italiani nell’uso delle recentissime tecniche microinvasive attraverso stent di ultima generazione, oltre ad aver effettuato nel corso della sua carriera oltre 5000 interventi antiglaucomatosi che hanno spaziato su tutte le tipologie che sono state via via proposte e si sono succedute senza mai però soppiantare la procedura chirurgica ancor oggi più praticata che è la trabeculectomia.

D’altronde l’organizzazione con personale dedicato e l’uso di protocolli/percorsi ben definiti ha consentito negli anni al servizio di sviluppare un filone di ricerca per lo più diretto all’identificazione e valutazione delle tecniche diagnostiche più precoci, in grado cioè di rilevare i primi deficit morfo-funzionali della malattia: da queste numerose ricerche sono poi scaturite molte pubblicazioni scientifiche sulle principali riviste internazionali, perlopiù americane, nel campo dell’oftalmologia. Inoltre, a cascata è maturato un efficace atteggiamento preventivo sui pazienti che ha favorito un valido controllo ed un ostacolo alla progressione della malattia su un’importante percentuale di casi, limitando il ricorso a trattamenti invasivi.

 

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