27.06.2018
Mozambico e Roma: una missione umanitaria
Domani, giovedì 28 giugno, nella Hall del Policlinico Gemelli la presentazione dei progetti e delle missioni AUCI e Comunità di San Frumenzio per uno sviluppo sostenibile a Mafuiame. Interviene S.E. Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo ausiliare per la Diocesi di Roma EST.

“Mozambico e Roma: una missione umanitaria” è il titolo dell’incontro che si svolgerà domani, giovedì 28 giugno, alle ore 11.00, nella hall del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.  Sarà occasione per conoscere i progetti e le missioni umanitarie in Mozambico sostenute dall’AUCI, l’Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale collegata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, e la Comunità di San Frumenzio di Roma.

Alla presentazione interverrà S.E. Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo Ausiliare per la Diocesi di Roma Est.

Parteciperanno Don Daniele Salera, Parroco di San Frumenzio, Domenico Porcelli, Capo Progetto AUCI Onlus in Mozambico, Pasquale De Sole, AUCI Onlus, Giovanni Manganiello, Presidente AUCI Onlus.

L’incontro sarà introdotto dal Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Giovanni Raimondi.

“La relazione tra il Mozambico, in particolare tra la capitale Maputo, e Roma è andata crescendo nel tempo coinvolgendo, gradualmente, diversi attori – spiega Pasquale De Sole, già docente dell’Università Cattolica e tra gli animatori dell’AUCI. Gli inizi risalgono a più di un quarto di secolo, quando la parrocchia di San Frumenzio ai Prati Fiscali (Roma) ha stretto un gemellaggio con la diocesi di Maputo in quanto titolo presbiterale dell’arcivescovo della stessa, il card. Alexandre Josè Maria Dos Santos. Gemellaggio che si è concretizzato con la realizzazione di una missione permanente in una piccola località della diocesi, Mafuiane, prendendosi carico delle fasce più deboli della popolazione: diverse centinaia di bambini delle scuole elementari di Mafuiane e villaggi limitrofi, giovani mamme, anziani e ammalati di AIDS”.

Da quel lontano inizio si è arrivati, negli ultimi cinque anni, ad un allargamento ad altre comunità parrocchiali (Sant’Ugo e Santa Giulia) e a una collaborazione stretta con l’Auci, realizzando tre importanti progetti.

1) Progetto sanitario con ristrutturazione del Centro di salute di Mafuiane e costruzione di un Centro pediatrico nella stessa località con 16 posti letto, sala accettazione, laboratorio. Il progetto, triennale, prevede di prendersi cura del livello di salute e nutrizionale di 750 bambini e di promuovere la sensibilizzazione e la formazione sanitaria della popolazione locale. L’Auci si avvarrà della partecipazione di personale infermieristico e dell’UOC di Nutrizione Clinica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, diretta dal prof. Giacinto Miggiano, per la realizzazione di quest’ultima fase del progetto. Il progetto sanitario è cofinanziato con fondi dell’8xmille della Conferenza Episcopale Italiana.

2) Progetto agricolo con adduzione di acqua prelevata dal vicino fiume Umbelezi e distribuzione mediante un sistema goccia-a-goccia a un nucleo di circa 20 ettari di terreno. Il progetto prevede l’incremento dell’attività produttiva agricola del Consorzio locale dei “Regantes”, il processo di conservazione, packaging e commercializzazione dei prodotti sul mercato di Maputo. Inoltre si prevede di iniziare, su un terreno confinante di tre ettari della diocesi di Maputo, una scuola di agraria per l’implementazione di tutte le attività agrarie e zootecniche. Il progetto, cofinanziato dall’AICS del MAECI, vede la partecipazione della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica per quanto riguarda gli aspetti di formazione e monitoraggio; a seguire concretamente il progetto sarà André Ndereyimana, dottore di ricerca della facoltà stessa.

3) Progetto di Servizio civile che da tre anni a questa parte vede la presenza di due ragazzi/e per anno impegnate attivamente nelle attività progettuali e nella vita della comunità locale.

“L’aspetto più importante di questa esperienza pluriennale – conclude Pasquale De Sole -  è proprio la partecipazione “comunitaria” di diverse realtà romane, ognuna con il suo specifico compito, per creare “ponti” e abbattere “barriere” mentre il vento che soffia in questo momento in Europa sembra spirare in tutt’altra direzione”.

 

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