07.12.2017
Centro Stirpe: prevenire con i test genetici il rischio di morte improvvisa nei giovani atleti

Test genetici mirati per scovare le cause di rare anomalie cardiache, approcci nuovi ed efficaci per diagnosticare e gestire le pericolosissime anomalie congenite delle arterie coronarie, una delle cause più frequenti di morte nei giovani e giovanissimi atleti, e ancora gestione di casi molto complessi - anche di atleti professionisti d’elite - dalla diagnosi al management della patologia con un calcolo accurato del loro rischio reale durante lo svolgimento della pratica agonistica. 

Sono solo alcuni dei traguardi messi a segno dall’UOC Medicina dello Sport e Rieducazione Funzionale della Fondazione Policlinico A. Gemelli, e in particolare dal Centro Benito Stirpe presso il Gemelli, che si avvale del nuovo Centro di Cardiogenetica, e che festeggia il suo secondo anno di attività, come spiega il prof. Paolo Zeppilli, Ordinario di Metodi e Didattica delle Attività Motorie e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport all’Università Cattolica, uno dei maggiori studiosi italiani della morte improvvisa da sport, a lungo medico della Nazionale italiana di calcio. Il tema è stato al centro del workshop dal titolo “Prevenzione della morte improvvisa dei giovani atleti - due anni di lavoro del Centro Benito Stirpe” che si è svolto il 10 ottobre scorso, alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al quale è anche intervenuto anche il prof. Gaetano Thiene, Ordinario di Anatomia umana nell’Università di Padova, una delle massime autorità mondiali in questo campo. “Uno dei risultati messi a segno -  continua il prof. Zeppilli -, è l’essere riusciti a coniugare l’interesse non solo di tutti i colleghi del Gemelli, ma anche quello di studiosi afferenti a importanti Centri di Cardiologia Pediatrica (Ancona, Bologna, Napoli e San Donato Milanese) e di Medicina dello Sport (Treviso), intorno a un Progetto di Ricerca Nazionale sulle ‘Anomalie congenite delle arterie coronarie’”.

“Stiamo lavorando alla rete delle strutture accreditate, fra cui la più grande per dimensione e qualità scientifica è il Policlinico Gemelli - ha dichiarato il presidente ZIngaretti -. Appuntamenti come quello di oggi sono importanti perché il modello di ricostruzione non deve essere quello di dieci anni fa, essenzialmente fondato su strutture ospedaliere, senza attenzione alla prevenzione e all’assistenza domiciliare. Non possiamo, non dobbiamo tornare indietro, ma dobbiamo costruire un modello universalistico, sostenibile e che dia più sicurezza e cure a tutti”.

"Spero che il Centro Benito Stirpe possa durare nel tempo e affermarsi ancora di più - ha detto Maurizio Stirpe, Presidente del Frosinone Calcio -. È intitolato a mio padre che è stato in cura preso il Policlinico Gemelli per molti anni e amava molto i ricercatori, i medici, gli specializzandi: il Centro è anche un modo simbolico per unire tutte queste anime”.

“Ringrazio a nome della Facoltà il prof. Zeppilli e tutti i suoi collaboratori - ha dichiarato il prof. Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Cattolica -: questa iniziativa ben dimostra, ancora una volta, la stretta e virtuosa collaborazione tra Università e Policlinico su un tema importante per la salute soprattutto dei giovani, unendo assistenza clinica di alto livello e ricerca medica”.

Il direttore generale Enrico Zampedri ha espresso la certezza che “dall’unione fra soggetti come Gemelli, Università Cattolica e mondo delle imprese rappresentato dalla famiglia Stirpe, col favore della Regione Lazio, arriveranno risultati sia sul piano della clinica che della ricerca su un tema di grande impatto come la morte improvvisa di giovani atleti che il nostro Centro si propone di prevenire e contrastare”.

In due anni di attività 150 controlli, trovate anomalie in 1/3 dei casi

Il Centro Benito Stirpe è nato due anni fa per l’iniziativa di Paolo Zeppilli e Fulvio Bellocci, già docente di Cardiologia alla Università Cattolica di Roma, che aveva avuto in cura al Gemelli Benito Stirpe, padre del dottor Maurizio Stirpe, Presidente del Frosinone Calcio.

L’idea era di riunire i colleghi del Policlinico Gemelli interessati alle tematiche (elettrofisiologi, cardioradiologi, genetisti) in un Centro di Ricerca operante all’interno della Fondazione Policlinico Gemelli, dedicato specificamente allo studio dei giovani atleti con “problemi cardiaci”. Un’attività clinica svolta da trenta anni con significati risultati nel Centro di Medicina dello Sport del Gemelli.

“Grazie all’impegno del Direttore Generale del Gemelli, ing. Enrico Zampedri, e alla generosità di Maurizio Stirpe e della sua famiglia, ciò si è realizzato in tempi brevissimi – racconta Zeppilli -. Il prof. Maurizio Genuardi, Ordinario di Genetica medica alla Cattolica, ha messo subito in funzione quello che mancava per completare un percorso diagnostico innovativo: un Ambulatorio per l’identificazione dei difetti molecolari alla base di molte cardiopatie responsabili della morte improvvisa da sport giovanile”. I fondi messi a disposizione dalla famiglia Stirpe, hanno permesso di arruolare una giovane genetista, la dott.ssa Valeria Novelli, dedicata esclusivamente a questo aspetto.

Il Centro ha eseguito a oggi circa 150 esami mirati su giovani atleti, professionisti o non, individuando in un terzo dei casi difetti genetici alla base di anomalie cardiache riscontrate. La conoscenza del difetto genetico alla base è un aspetto fondamentale per l’atleta e anche per i suoi familiari, per capire chi è portatore delle stesse anomalie del DNA e quindi è a sua volta a rischio. Un compito delicato: le malattie in causa (cardiomiopatia ipertrofica, cardiomiopatia aritmogena, le canalopatie) possono far capo a difetti genetici differenti.

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