16.05.2018
Neonatologia, nuove sfide nella cura respiratoria dei pretermine.
Oggi e domani al Gemelli il meeting “Nuove tecniche di ventilazione non invasiva a confronto”.

Nascere prima del tempo può creare difficoltà respiratorie, ma anche complicanze come cardiache e neurologiche, che richiedono assistenza continua sia in ospedale che fuori e che possono avere conseguenze anche nel lungo termine. Dell’assistenza respiratoria non invasiva, se ne parlerà in un meeting con alcuni neonatologi e pediatri italiani oggi 16 maggio, dalle ore 15 alle 20.00 e domani, dalle 8.00 alle 13.00, al Policlinico Gemelli presso l’Aula C512 della Clinica Pediatrica dal titolo “Le nuove tecniche di ventilazione non invasiva a confronto”.

"Quando un neonato nasce dobbiamo favorire nel miglior modo possibile la transizione feto-neonatale, che a livello respiratorio significa agevolare la sostituzione del liquido nei polmoni con l'aria”, spiega Giovanni Vento, direttore UOC di Neonatologia della Fondazione del Policlinico Universitario Agostino Gemelli  - IRCCS – Università Cattolica di Roma e responsabile scientifico dell’incontro.

Una transizione che oggi viene gestita in sala parto anche con manovre non invasive che facilitano il riassorbimento del liquido polmonare, scongiurando il bisogno di intubazione preservando la funzione polmonare. Durante l’incontro si esaminerà l’utilizzo delle migliorate tecniche ventilatorie con uso di supporti non invasivi che hanno portato alla crescente sopravvivenza del neonato pretermine senza la necessità di intubazione tracheale e ventilazione meccanica.

Nel neonato la ventilazione meccanica è solitamente una misura temporanea di supporto alla funzione polmonare fino al raggiungimento di una completa autonomia ventilatoria.

Il concetto di ventilazione meccanica non invasiva (NIV) si riferisce alla capacità di fornire un supporto ventilatorio attraverso le vie aeree superiori del paziente, utilizzando mascherine, nasocannule o altre interfacce. La tecnica si distingue da quelle che bypassano le vie aeree, attraverso il posizionamento di un tubo tracheale o tracheotomia, e che pertanto sono considerate invasive. Merito del progresso della medicina è quello di ricercare le migliori soluzioni per i neonati, sempre più personalizzate e meno invasive.

 

Il workshop prevede oggi, alle 15.15 l’intervento di Elena Sorrentino su “Vecchie e nuove tecniche di ventilazione non invasiva neonatale, seguirà l’intervento del neonatologo Roberto Bottino sulla ventilazione Nasal Sippv e la relazione sulla Ventilazione oscillatoria ad alta frequenza per via nasale da parte della neonatologa del Gemelli Chiara Tirone.

Paola Ferrara, dirigente medico di Riabilitazione e Medicina Fisica del Policlinico Gemelli, insieme alle fisioterapiste Arianna Del Vecchio e Alessia Di Polito illustreranno l’esperienza al Gemelli sulla prevenzione e cura delle deformazioni craniche e sui vantaggi della fisioterapia respiratoria precoce. Modera l’incontro Cristina Haass, direttore dell’UOC di Neonatologia dell’Ospedale Fatebenefratelli S. Pietro di Roma

Domani mattina, dalle ore 8.30, la dott.ssa Chiara Tirone insieme alle infermiere Francesca Gigli e Marina Scacchetti concluderanno i lavori presentando la loro esperienza nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Gemelli.

 

 

 

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