29.01.2019
“Sballo viola”, il mix di sciroppo e gazzosa conquista i giovanissimi
In America è noto come 'Purple Drank', ma il mix di sciroppo per la tosse a base di codeina e gazzosa è arrivato ormai in Italia e a testimoniarne la diffusione sono gli stessi racconti dei giovanissimi. Federico Tonioni, responsabile dell'Area delle Dipendenze del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e docente di Psichiatria all’Università Cattolica, ne parla all'Adnkronos Salute.

Lo 'sballo viola' si sta diffondendo anche in Italia. La moda sembra sia arrivata dal Centro Europa e negli Stati Uniti gli American Addiction Centers dedicano dei focus sul fenomeno, invitando a non sottovalutarlo. Il mix è composto da codeina, un ingrediente degli sciroppi della tosse, ed è usata per trattare il dolore. Si tratta di un oppioide e il suo uso spesso inizia con una prescrizione per un problema medico. Essendo meno regolato rispetto ad altri oppioidi considerati più pericolosi, come la morfina, arrivare all'abuso con la codeina è più semplice, spiegano gli esperti Usa. Gli effetti vanno da euforia ad apatia, sonnolenza, estremo rilassamento, con un alto rischio di sviluppare dipendenza: la codeina è considerata una via d'accesso ad altri oppiacei.

"Ultimamente – spiega Federico Tonioni - me lo hanno segnalato molti giovani pazienti in terapia per altre forme di dipendenza: tra gli adolescenti di 14-16 anni si sta diffondendo la pratica di questa forma di sballo 'fai da te', a partire dal mix di notevoli dosi di sciroppo della tosse con la gazzosa, per raggiungere uno stato di euforia, o al contrario per rilassarsi. Gli adolescenti – continua l’esperto -  non chiedono aiuto, a segnalarmi la diffusione di questa forma di sballo sono stati infatti i coetanei in terapia. La mia idea è che il gas delle bibite scelte per il mix rinforzi la velocità e la potenza di questa sostanza, come accade con i cocktail che abbinano bibite gassate e gin". Per comprendere cosa c'è all'origine del successo del Purple Drank, lo psichiatra ricorda che "oggi il profilo cognitivo dei giovani che assumono droghe è cambiato: non è più teso alla ricerca del piacere, ma a manipolare i propri stati d'animo, magari anche in base a musiche e compagnie diverse. I ragazzi hanno una loro regia molto attiva e il poliabuso risponde al bisogno di programmazione degli stati emotivi. Questo perché a far paura agli adolescenti oggi sono le emozioni, che non si possono controllare. Gli stati emotivi alterati in modo programmato sono surrogati di ciò che fa loro più paura, come ad esempio l'innamoramento", conclude Tonioni.

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