16.12.2016
Rete nazionale dei Percorsi oncologici: le eccellenze italiane a confronto presso l’ISS

Migliorare la qualità assistenziale e la qualità percepita dal paziente oncologico, perfezionare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale delle strutture oncologiche, ottimizzare la gestione dell’assistenza con attenzione anche all’efficienza nella gestione delle risorse.

Queste sono le principali tematiche che sono stata affrontate in occasione del primo Workshop della Rete Nazionale sui Percorsi Oncologici. L’incontro si è tenuto l’11 novembre scorso a Roma, presso l’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità.

Dopo saluti e introduzione del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, prof. Walter Ricciardi, e dei rappresentanti delle istituzioni, Alessandro Ghirardini per l'AGENAS e Antonio Federici per il Ministero della Salute, i lavori sono entrati nel vivo con l'intervento del prof. Carlo Barone, ordinario di Oncologia Medica dell’Università Cattolica di Roma - Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli su ''La Rete nazionale dei percorsi oncologici e il benchmarking sul percorso clinico-assistenziale del tumore del colon retto''.

La discussione a seguire ha visto protagonista un pool di esperti di diversi centri oncologici che si sono confrontati sulle “Best practice clinico-organizzative della Rete”, nela tavola rotonda moderata dal dott. Anton Giulio de Belvis, Responsabile UOC Percorsi Clinici, della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli.

La Rete è nata nel 2014 per iniziativa congiunta dell’Istituto Clinico Humanitas IRCCS di Rozzano, del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, della Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero di Brescia, dell’Istituto Oncologico Veneto IRCCS di Padova, dell’Arcispedale S. Maria Nuova IRCCS di Reggio Emilia, e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. Autofinanziata e indipendente, la Rete oncologica ha come obiettivo primario quello di Individuazione di regole rigorose e condivise di confronto delle performance dei rispettivi PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) in oncologia, al fine di migliorare la qualità assistenziale e la qualità percepita dal paziente. A tale scopo si vuole implementare un sistema di benchmarking volto al perseguimento del miglioramento continuo della qualità attraverso un confronto costruttivo e strutturato e un'azione di trasferimento di best practice tra le diverse strutture.

L’obiettivo della Rete – unica nel suo genere nel nostro Paese e in Europa, perché bottom-up, pragmatica, autonoma e indipendente - è di mettersi al servizio delle Istituzioni nazionali e regionali e di espandersi ad altre strutture del Paese che vogliano misurarsi e crescere, secondo logiche di benchmarking e benchlearning”. Ma anche implementare le logiche della Value based healthcare, quindi combinando valutazioni di processo e di outcome con quelle di costo, in modo da realizzare costi di riferimento per un determinato percorso, anche questi molto innovativi e utili anche ai fini della valorizzazione dell’assistenza.

Il primo ambito di confronto è il tumore del colon-retto, rispetto al quale la rete presenta un volume di attività notevole: in un anno (2014 – Programma Nazionale Esiti) 1193 interventi chirurgici al colon e 424 al retto.

All’incontro hanno preso parte Stefano Cazzaniga e Carlo Carnaghi dell’Humanitas di Rozzano, Giuseppe Genduso e Salvatore Siena del Niguarda di Milano, Carlo Nicora e Roberto Labianca del Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Alessandro Signorini ed Edoardo Rosso della Poliambulanza di Brescia, Patrizia Simionato e Vittorina Zagonel dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova, Antonella Messori e Carmine Pinto dell’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia, mentre sono intervenuti per la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli il Direttore dell’Unità di Governo Clinico, nonchè Vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, prof. Pierluigi Granone, e il Dirigente Medico dell’UOC?CHirurgia Generale 1, prof. Roberto Persiani.

 

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