09.02.2018
Tumori epatici, da tre studi clinici di Cattolica e Gemelli incoraggianti risultati terapeutici grazie ai trattamenti di radiologia interventistica

Oggi è possibile trattare i tumori epatici di maggiori dimensioni, multipli o localizzati in sedi "difficili" o tecnicamente complesse, grazie alle nuove tecniche di radiologia interventistica, che si affiancano e non si contrappongono agli altri possibili trattamenti chirurgici, chemioterapici e radioterapici, per la cura dei tumori. Si tratta di procedure combinate che si svolgono in un'unica seduta in cui si esegue la termoablazione e la chemio-embolizzazione arteriosa, cioè chemioterapia selettiva, seguita dall'occlusione del vaso che vascolarizza la lesione tumorale con grande efficacia e sicurezza. Questi argomenti sono stati al centro della terza edizione del congresso "Mio Live 2018", Mediterranean Interventional Oncology, ospitato il 29 e 30 gennaio scorsi dal Policlinico A. Gemelli, promosso dall'Istituto di Radiologia dell'Università Cattolica e dall'Area Diagnostica per Immagini della Fondazione Policlinico Gemelli. Il Congresso è stato presieduto da Cesare Colosimo, Direttore Area Diagnostica per Immagini Gemelli e  professore ordinario di Radiologia all'Università Cattolica, Riccardo Manfredi, Direttore Radiologia Diagnostica e Interventistica Generale del Gemelli e ordinario di Radiologia all'Università Cattolica e Roberto Iezzi, Dirigente Medico Radiologia d'Urgenza del Gemelli, radiologo interventista presso l'Università Cattolica di Roma.

Nello scenario di cambiamento ed evoluzione tecnologica, la Radiologia interventistica del Gemelli rappresenta un centro di riferimento nazionale ed internazionale, con oltre 2000 procedure ogni anno per il trattamento di alcuni tumori, tra cui quelli epatici, dove sono utilizzate le più innovative procedure e tecnologie di radiologia interventistica. La sinergia multidisciplinare con tutti gli altri specialisti clinici consente di ottenere una corretta selezione dei pazienti che possono giovarsi appieno della disponibilità di tecnologie avanzate e dell'eccellenza delle diverse e integrate metodologie impiegate nel Gemelli con i migliori risultati in termini di successo tecnico, guarigione e sopravvivenza dei pazienti.

MIOLive nasce proprio dalla stretta collaborazione con gli oncologi e radioterapisti oncologi, diretti dal prof. Vincenzo Valentini, direttore del Polo Scienze Oncologiche ed Ematologiche  con gli epatologi e gastroenterologi, diretti dal prof. Antonio Gasbarrini, Direttore Area Gastroenterologia della Fondazione Policlinico Gemelli, ordinario di Patologia speciale Medica e Semeiotica Medica all'Università Cattolica di Roma, e con i chirurghi epatobiliari, diretti dal prof. Felice Giuliante, direttore dell'UOC Chirurgia generale ed epato-biliare. Quest’anno al Congresso sono stati presentati tre studi clinici, relativi ai trattamenti contro i tumori epatici avanzati promossi dai ricercatori dell'Istituto di Radiologia dell'Università Cattolica di Roma e dai radiologi interventisti del Gemelli: la radioembolizzazione transarteriosa che permette una maggiore efficacia terapeutica nel trattamento di pazienti in condizioni cliniche più avanzate, non passibili di altri trattamenti; l'utilizzo combinato di termoablazione e chemioembolizzazione che offrono interessanti risultati terapeutici contro i tumori epatici di grandi dimensioni non trattabili con la chirurgia; un terzo studio riguarda l'utilizzo dell'approccio transradiale per i trattamenti intra-arteriosi epatici con maggior confort per il paziente nel post-procedura. “La nuova figura professionale del medico radiologo interventista, delineatasi negli ultimi venti anni - spiega il dott. Iezzi - interagisce direttamente con i pazienti con patologie tumorali, esegue i trattamenti in maniera mini-invasiva percutanea, senza richiedere alcuna esposizione chirurgica dei distretti corporei su cui si opera, prevalentemente in anestesia locale e in alcuni casi associata ad una sedazione profonda, senza necessità di anestesia generale, minore stress procedurale per il paziente, riduzione del dolore, degli effetti collaterali e delle complicanze, nonchè dei tempi di ricovero ospedaliero e una più rapida ripresa delle normali attività quotidiane, rispetto a quanto avviene con i pazienti trattati con le terapie chirurgiche convenzionali".

 

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