07.12.2017
Viva! 2017: a lezione nella hall del Policlinico di manovre di rianimazione cardiopolmonare

Diffondere la conoscenza delle manovre di rianimazione cardiopolmonare è di enorme importanza:?attraverso procedure semplici e praticabili anche da “soccorritori non professionisti”, nell’attesa che arrivi personale qualificato o che sia disponibile un defibrillatore, la rianimazione cardiopolmonare ben condotta consente l’immediato supporto delle funzioni vitali di base (BLS - Basic Life Support), evitando l’anossia e l’irreversibilità dei danni. Ecco quindi la Campagna Viva! 2017: la hall del Policlinico Gemelli, per la Giornata di Sensibilizzazione dell’arresto cardiaco “European Restart a Heart Day”, promossa dal Parlamento Europeo e realizzata in Italia da IRC (Italian Resuscitation Council), il 16 e 17 ottobre scorsi, è diventata una grande aula per l’illustrazione di queste manovre salvavita grazie al team dei medici dell’Istituto di Anestesiologia e Rianimazione dell’Università Cattolica diretto dal prof. Giorgio Conti e dell’Area di Anestesiologia e Rianimazione del Gemelli, diretta dal prof. Massimo Antonelli. Dieci stazioni di addestramento hanno consentito di far conoscere agli studenti, al pubblico presente e agli operatori sanitari le manovre di rianimazione cardiopolmonare (BLS) e di defibrillazione da praticare in caso di arresto cardiorespiratorio, con esercitazioni coordinate dal dott. Claudio Sandroni. Una specifica azione rivolta ai più giovani è stata promossa da Italian Resuscitation Council, con European Research Council, con la Campagna Mondiale “Kids Save Lives” e con la realizzazione della fiaba multimediale “Un picnic mozzafiato” (dedicata ai ragazzi tra i 6 e i 10 anni, anche in versione cartacea) scaricabile gratuitamente su tablet e smartphones per apprendere cosa si deve fare in caso di arresto cardiaco e di ostruzione delle vie aeree.

“In Europa l’arresto cardiaco - afferma il dott. Andrea Scapigliati, dirigente medico dell’Unità Operativa di Cardioanestesia e Terapia intensiva cardiochirurgica del Policlinico Gemelli e Presidente di IRC - colpisce ogni anno più di 500.000 persone. Quando si ferma la circolazione del sangue, l’immediata mancanza di ossigeno al cuore e al cervello danneggia irreparabilmente questi organi se non interviene la rianimazione cardiopolmonare. Se i testimoni di un arresto cardiaco - continua Scapigliati - iniziano la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza, le possibilità di sopravvivenza della vittima aumentano di due-tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata”.

 

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