09.02.2018
L’importanza di affidarsi ai Centri d’eccellenza per affrontare efficacemente le malattie dell’ipofisi

Gli adenomi dell’ipofisi sono le patologie ipofisarie più frequenti:?danno origine a varie sindromi, come l’acromegalia, una patologia insidiosa perché difficile da diagnosticare. È caratterizzata da una serie di manifestazioni: ingrossamento delle mani e dei piedi, sporgenza degli zigomi, ipertrofia delle labbra e apatia. Molto spesso i pazienti che presentano questi sintomi non si rivolgono subito allo specialista:?così facendo, ritardano la diagnosi e, conseguentemente, la cura della malattia, creando i presupposti per conseguenze più gravi, come diabete mellito, ipertensione e rischi cardiovascolari.

I tumori ipofisari, come del resto le altre patologie dell’ipofisi, devono essere gestite nel centro di eccellenza di patologie ipofisarie e da un team di specialisti dedicati.

Il moderno trattamento delle patologie della regione ipotalamo-ipofisaria richiede un approccio multidisciplinare dedicato, imponendo la collaborazione dell’endocrinologia e neurochirurgia con altre discipline, quali la neurologia, la neuroradiologia, l’oftalmologia, l’otorinolaringoiatria, la psichiatria, la medicina d’urgenza e la rianimazione. Tale approccio è possibile solo con la contemporanea presenza di tutti gli attori nell’ambito di un centro di eccellenza e di percorsi diagnostico-terapeutici che, per esempio, al Gemelli sono ormai una realtà consolidata.

All’interno della struttura, infatti, esiste il percorso clinico-assistenziale per i pazienti affetti dall’acromegalia.

Il percorso si avvale di un team multidisciplinare dedicato, che vede nella sinergia fra endocrinologo e neurochirurgo, operativi  in ambulatori comunicanti, il suo maggior punto di forza.

La patologia è stata al centro di un evento dall’elevato profilo scientifico, che si è svolto dal 30 novembre al 1° dicembre scorso, promosso dalla Cattedra di Endocrinologia ed in particolare dalla Unità di Malattie Ipotalamo Ipofisarie del Policlinico Gemelli.

Il meeting ha rappresentato l’occasione per svolgere un’analisi approfondita della realtà dei percorsi diagnostico-terapeutici per la patologia, dalle esigenze del paziente alle terapie, dalla biologia molecolare agli ultimi ritrovati in campo terapeutico, fino alla delicata gestione dei pazienti con tumore ipofisario aggressivo trattati con chemioterapia.

Alla due-giorni, la cui realizzazione è avvenuta con il patrocinio della Società Italiana di Endocrinologia e dell’Associazione Medici Endocrinologi, sono intervenuti Alfredo Pontecorvi, Direttore Area Endocrinologia e Malattie del Metabolismo Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli e professore di Patologia Speciale Medica Università Cattolica del Sacro Cuore, Laura De Marinis, responsabile dell’Unità di Malattie Ipotalamo Ipofisarie ed un parterre multidisciplinare di esperti italiani e di scienziati europei, Alessandro Olivi, direttore UOC Neurochirurgia, e Carmelo Anile, direttore UOC Neurotraumatologia e Neurochirurgia.

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