03.05.2019
Oncologia, firmato accordo tra Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Sichuan Cancer Hospital
La collaborazione scientifica verterà sull’analisi radiomica per trattamenti sempre più personalizzati.

Condivisione di immagini di risonanza magnetica ottenute da pazienti affetti da patologie neoplastiche per realizzare analisi radiomiche e di imaging quantitativo così da predire il livello di aggressività del tumore e la risposta del paziente ai trattamenti oncologici.

E’ questo in sintesi l’accordo di cooperazione scientifica firmato ieri, giovedì 2 maggio, tra la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e il Sichuan Cancer Hospital and Institute, affiliato alla University of Electronic Science and Technology of China (UESTC) di Chengdu, Cina.

L’intesa è stata siglata dal professor Lang Jinyi, presidente del Sichuan Cancer Hospital and Institute, dal dottor Giovanni Raimondi e dal professor Giovanni Scambia, rispettivamente presidente e direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

Il progetto, coordinato scientificamente dal professor Vincenzo Valentini, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Radioterapia Oncologica ed Ematologia del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, ha come obiettivo principale l’elaborazione di modelli di predizione della risposta del paziente ai trattamenti oncologici multimodali e sarà incentrato in una prima fase su immagini di risonanza magnetica ottenute da pazienti affetti da neoplasie del retto. L’integrazione delle informazioni cliniche del singolo paziente con le caratteristiche radiomiche delle immagini in esame consentirà d’identificare al meglio l’iter terapeutico più efficace ottimizzando i risultati clinici secondo i più moderni paradigmi della medicina personalizzata.

“L'accordo - ha spiegato infatti Valentini - sancisce la collaborazione con l'università di Chengdu per analizzare l'imaging radiologico secondo una modalità moderna e innovativa, che negli ultimi anni sta dando ai clinici nuovi strumenti, sfruttando tac, risonanza magnetica e pet. Si chiama radiomica e consiste nel “guardare” i numeri che sono dietro a un’immagine radiologica per capire se la loro distribuzione spaziale possa predire l'aggressività di varie patologie e la possibile efficacia di alcune cure”.

“Una volta 'estratti' questi numeri – ha aggiunto Valentini - bisogna analizzarli attraverso software di intelligenza artificiale per rendere possibile una predizione di risultato. Ma questa attività di predizione ha bisogno di una verifica. Avere degli scambi internazionali che consentano di dire che quello che abbiamo imparato come predizione in Italia e in Europa funziona anche in Cina rende molto più credibile questa 'estrazione di numeri'. L'importante collaborazione con l'università di Chengdu – ha concluso Valentini -  permetterà di potenziare le evidenze scientifiche di entrambi i gruppi proprio grazie all'internazionalità dell’accordo stesso”.

 

 

 

 

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