11.05.2017
I percorsi diagnostici e terapeutici per le malattie ipofisarie al centro del Congresso domani all’Università Cattolica in collaborazione con AME Lazio

Rafforzare la collaborazione tra gli endocrinologi del Lazio e gli specialisti delle patologie ipofisarie al fine di migliorare il percorso diagnostico-terapeutico del paziente anticipando il più possibile la diagnosi e di conseguenza l’accesso al successivo iter di cure.

E’ questo l’obiettivo principale del congresso “Ipofisi: percorsi diagnostici terapeutici. I centri di eccellenza e il territorio” che si svolgerà domani, venerdì 12 maggio 2017 (dalle ore 8.00) presso l’Università Cattolica (Centro Congressi Europa, Aula Germania, Largo Francesco Vito, 1 Roma), promosso dalla Cattedra di Endocrinologia dell’Università Cattolica, diretta dal professor Alfredo Pontecorvi in collaborazione con AME Lazio (Associazione Medici Endocrinologi).

Il congresso, che vedrà coinvolti in particolare i medici dell’Ambulatorio di Patologia Ipofisaria del Policlinico Universitario A. Gemelli, responsabile la professoressa Laura De Marinis, sarà l’occasione per svolgere un’analisi approfondita della realtà dei percorsi diagnostico-terapeutici per le patologie ipofisarie ed endocrinologiche nella Regione Lazio. Partendo dalle esigenze del paziente, gli specialisti endocrinologi che parteciperanno al congresso focalizzeranno l’attenzione sia su quali debbano essere i requisiti che un centro di eccellenza deve necessariamente possedere per essere definito tale, sia su quali patologie deve prendere in carico il centro di eccellenza stesso.

Il programma della giornata, oltre ad alcune brevi lezioni frontali, si svilupperà su tre tavole rotonde durante le quali, gli endocrinologi che operano sul territorio esprimeranno le problematiche che quotidianamente si trovano ad affrontare nella gestione delle malattie diencefalo-ipofisarie e come i centri di eccellenza possono sostenerli e assisterli.

All’incontro parteciperanno endocrinologi del territorio e molti referenti di centri di eccellenza laziali per la cura di patologie ipofisarie ed endocrinologiche. L’Unità operativa di Patologia Ipofisaria del Policlinico Gemelli che opera da oltre 40 anni attraverso il suo ambulatorio dedicato, riesce a garantire una media di circa 50 visite settimanali (accesso tramite CUP 06 88805560). L’elevato numero di pazienti afferenti al Centro e la collaborazione con la Neurochirurgia del Policlinico Gemelli, altamente specializzata nella chirurgia ipotalamo- ipofisaria, rendono tale struttura tra le più conosciute e di rilievo anche nel panorama nazionale. 

Il congresso, realizzato nell’ambito delle attività didattiche del Master universitario di Secondo livello in Diagnosi e terapia delle patologie ipotalamo ipofisarie 2017 dell’Università Cattolica di Roma, tratterà in modo particolare i seguenti argomenti: adenomi funzionanti, percorso delle lesioni tumorali e non della regione encefalo ipofisaria, gestione dell’ipopituitarismo pre e post operatorio.

“Le patologie ipofisarie più frequenti – spiega Laura De Marinis, responsabile scientifico del congresso -  sono gli adenomi dell’ipofisi che provocano varie sindromi come l'acromegalia, il morbo di Cushing, la sindrome amenorrea galattorrea e la sterilità. I tumori ipofisari, come del resto le altre patologie dell'ipofisi, vengono gestite nel centro di eccellenza di patologie ipofisarie da un team di specialisti dedicati che collaborano con l'endocrinologo, tra cui il neurochirurgo, l'otorino, l'oculista, il neuroradiologo, l'anatomopatologo, il radioterapista, il radiologo interventista, il chimico clinico, il rianimatore anestesista”.

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