09.02.2018
Il Centro del Gemelli festeggia i 30 anni con il record di oltre 40 trapianti di fegato nel 2017

Da una attività pionieristica del primo trapianto effettuato nel 1987 al record degli oltre 40 trapianti di fegato nell’ultimo anno: in questi due numeri si può racchiudere lo sviluppo e il successo dell’attività del Centro Trapianti di Fegato della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, diretto dal prof. Salvatore Agnes, che lo scorso 19 dicembre ha celebrato i suoi 30 anni di vita presso l’Aula Brasca.

Per questo importante anniversario sono intervenuti Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro Nazionale Trapianti, e Maurizio Valeri, direttore del Centro Regionale Trapianti della Regione Lazio. Presenti il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, prof. Rocco Bellantone e il Presidente della Fondazione Policlinico A. Gemelli, dott. Giovanni Raimondi.

A promuovere e coordinare e i lavori i professori della Cattolica Salvatore Agnes e Antonio Grieco.

“L’obiettivo di questo incontro - ha esordito il direttore del Centro Trapianti, Agnes - è di raccontare l’esperienza dei trapianti in Italia e nel Lazio, ma soprattutto i trenta anni di attività del nostro Centro Trapianti, con tutti i risvolti e gli aspetti umani, clinici, organizzativi, di ricerca anche con le implicazioni etiche e legali e legali connesse alla donazione e al trapianto di organi. Ma vogliamo anche cogliere l’occasione per rendere pubblico e condividere il significativo traguardo dei 40 trapianti di fegato raggiunto e superato nel corso del 2017”.

Un risultato importante, ancora più rimarchevole se si considera il numero significativo di pazienti gravi trapiantati di fegato in condizioni di urgenza nazionale o regionale.

Questo lusinghiero risultato è il frutto di una compatta collaborazione interdisciplinare con numerose componenti specialistiche del Policlinico Gemelli, costituite dai trapiantologi dell’Unità di Chirurgia Generale e Trapianti, dagli epatologi, diretti dai professori Antonio Gasbarrini e Antonio Grieco, dagli anestesisti guidati dalla prof.ssa Liliana Sollazzi, dagli intensivisti diretti dal prof. Massimo Antonelli.

Il direttore del Centro Nazionale Trapianti,  Nanni Costa ha elogiato il Gemelli per le professionalità che vi operano che creano “un volano” a favore dei trapianti. Parole di apprezzamento da Costa per il direttore Agnes che “ha dimostrato negli anni costanza e capacità, stile ed efficacia nell’affrontare e risolvere le varie situazioni tra le strutture ospedaliere aderenti alla rete trapiantologica regionale, mantenendo sempre una visione limpida ed onesta dei principi fondamentali. Il trapianto è vita – ha detto ancora Nanni Costa - nella condizione più difficile, tra valori etici, rispetto dei principi morali, e delle relazioni con il paziente e la famiglia”.

Il direttore Maurizio Valeri, ha poi illustrato il percorso che ha portato la rete trapiantologica del Lazio a diventare al successo a beneficio dei malati.

Il dott. Alfonso Avolio, chirurgo del Centro Trapianti fegato del Gemelli, ha illustrato in dettaglio i dati sull’evoluzione dei trapianti in questi trenta anni: il consumo delle sacche emazie, i tempi di intervento e di occupazione della sala operatoria, della degenza dei pazienti.

I vantaggi conseguiti al Gemelli con il Percorso Assistenziale dedicato

La storia dell’attività trapiantologica al Policlinico Gemelli è lunga e costellata di traguardi medici e scientifici di grande rilievo:?inizia nel 1970, con i trapianti di rene.

Nel 1987 prende avvio l’attività di trapianto di fegato, che conquista negli anni spazi e autorevolezza sempre crescenti. Oggi questa attività nel Lazio fa capo al Centro di coordinamento regionale trapianti; il centro del Gemelli fa parte del programma trapianti laziali con altri quattro centri (Umberto I, Tor Vergata, San Camillo, Bambino Gesù).

Dal 2014 la Regione Abruzzo ha identificato nel Centro Trapianti di Fegato del Gemelli il proprio Centro per l’attività trapiantologica epatica, cui riferire i pazienti abruzzesi che hanno bisogno di una sostituzione di organo.

“I chirurghi non sono stati gli unici protagonisti di questa storia di successi”, ha commentato il prof. Salvatore Agnes, Direttore del Centro Trapianti del Policlinico, evidenziando il lungo e impegnativo cammino del Gemelli quando ancora non esistevano schemi di attività predefiniti: “Il lavoro e i traguardi raggiunti sono frutti di un concorso di competenze, paradigma della moderna medicina - ha proseguito Agnes -: 30 anni fa è stata quasi una scommessa perché tutto era nuovo,  con pochi centri in Italia che sperimentavano la via del trapianto di fegato. Tra entusiasmo e frustrazioni siamo oggi a questo traguardo che rappresenta solo l’inizio per affrontare nuove sfide”.

Durante la cerimonia è stato a più riprese posto al centro dell’attenzione il tema delle tante professionalità di eccellenza, che insieme sono riuscite a creare nel Gemelli un “modello vincente”: un team multidisciplinare al servizio dei malati “perseguendo incessantemente l’obiettivo - come ha sottolineato il Presidente della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, dott. Giovanni Raimondi - del meglio della cura per i pazienti”.

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