Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Cos' è il sangue di Cordone Ombelicale

 

IL SANGUE DI CORDONE OMBELICALE: che cos’è, a cosa serve, come viene raccolto

Il sangue contenuto nella placenta e nel cordone ombelicale è un materiale prezioso, ricco di cellule staminali emopoietiche capaci di  dare origine alle normali cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) e rappresenta quindi una valida alternativa al midollo osseo per eseguire il trapianto di cellule staminali  sia nei pazienti pediatrici che adulti.
Il trapianto di cellule staminali rappresenta l’unica possibilità di guarigione per molti pazienti affetti da leucemia o da altre gravi malattie ematologiche. Purtroppo, molti di questi pazienti non hanno un donatore di midollo compatibile né tra i propri familiari né nei Registri Internazionali di donatori di midollo osseo. Per queste persone, il sangue di cordone ombelicale rappresenta l’unica speranza per poter eseguire il trapianto.
Al termine del parto il sangue di cordone ombelicale viene abitualmente eliminato. Al contrario, esso può essere raccolto con una semplice procedura che non comporta rischi né per la madre né per  il neonato. Questo prelievo avviene in pochi minuti ed è del tutto indolore e non comporta alcuna modifica nella normale assistenza al parto.  Dopo la nascita, quando il cordone ombelicale è stato reciso, un operatore esperto raccoglie in un’apposita sacca il sangue rimasto nel cordone ombelicale e nella placenta. La sacca viene immediatamente trasportata alla Banca del Sangue di Cordone per essere manipolata e poi conservata in appositi congelatori dedicati.
 

IL SANGUE DI CORDONE OMBELICALE: il primo trapianto



Il primo trapianto di sangue da cordone ombelicale è stato eseguito nel 1988 in un paziente affetto da anemia di Fanconi, una grave forma di pancitopenia congenita su base ereditaria. Il paziente è stato trapiantato con un’unità prelevata al momento del parto dal cordone ombelicale della sorella del paziente stesso, risultata non affetta da anemia di Fanconi e HLA-compatibile.

Grazie a questo primo trapianto, fino ad oggi sono stati eseguiti circa 20.000 trapianti con un’unità di sangue di cordone ombelicale e più di 400.000 unità sono conservate nelle circa 100 banche presenti in tutto il modo.
L’utilizzo di un’unità di sangue di cordone ombelicale è stato indubbiamente favorito da alcune peculiarità di questo tipo di donazione tra cui l’assenza di rischi sia per la madre che per il bambino, la facilità di prelievo, la possibilità di costituire un inventario di unità disponibili per le procedure trapiantologiche, la ridotta incidenza di infezioni trasmesse con il trapianto e la pronta disponibilità in caso di uso clinico.

 

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