Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
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Tiroide

 

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Ti seguiamo passo passo
Il 20-50% della popolazione ha noduli alla tiroide, di cui circa il 5% può nascondere una natura maligna. Il perfezionamento e l’applicazione diffusa delle tecniche diagnostiche, in particolare dell’ecografia del collo e dell’agoaspirato eco-guidato, ha permesso la diagnosi di questi tumori in soggetti asintomatici ed eutiroidei. Data la bassa aggressività della maggioranza dei noduli tiroidei maligni, la gestione clinica da parte dell’endocrinologo sta acquisendo un’importanza via via maggiore, per evitare trattamenti eccessivi in molti casi e al tempo stesso riconoscere quelle categorie di tumore più rare e a prognosi peggiore che necessitano invece di un intervento terapeutico tempestivo. Il team di endocrinologia del Policlinico Gemelli è da anni impegnato su questo fronte con attività ambulatoriale e di day hospital dedicata alla gestione del nodulo tiroideo.

Come ti curiamo
La nuova frontiera nell’avanguardia della gestione del nodulo tiroideo maligno è la personalizzazione delle strategie diagnostiche e terapeutiche in base alla stratificazione del rischio individuale di ricorrenza e mortalità. Abbandonando il vecchio concetto di una sola terapia valida per tutti, la gestione multidisciplinare del Policlinico Gemelli si pone come obiettivo quello di accompagnare il paziente, mediante un percorso clinico-assistenziale dedicato, dalla diagnosi al ricovero, al trattamento chiurgico ed alla eventuale terapia post-chirurgica, laddove indicato, in accordo con le principali linee guida nazionali ed internazionali. Le figure professionali coinvolte in questo percorso sono l’endocrinologo , l’endocrinochirurgo , il patologo, il medico nucleare, l’oncologo. 

Il carcinoma differenziato della tiroide, papillare o follicolare, che rappresenta l’istotipo più frequente, è dotato di buona prognosi e sopravvivenza, in particolare se si sottopone il paziente ad un adeguato trattamento iniziale.

La diagnosi precoce e l’adeguato trattamento iniziale del tumore tiroideo garantiscono solitamente una sopravvivenza libera da malattia, sovrapponibile a quella della popolazione generale. Il ruolo dell’endocrinologo è fondamentale nella gestione iniziale del paziente e soprattutto nella stratificazione del rischio di recidiva successivo al trattamento. La scelta del timing dei trattamenti, il tipo di intervento da effettuare, i tempi del follow-up clinico-laboratoristico e strumentale, sono di pertinenza endocrinologica.

Siamo sempre all'avanguardia
Nell’ultimo ventennio sono stati introdotti diversi approcci mini-invasivi al trattamento chirurgico della patologia tiroidea, con l’obiettivo di migliorare il risultato estetico e funzionale. Tra le tecniche mini-invasive proposte, la tiroidectomia video-assistita (MIVAT)  introdotta presso il Policlinico Gemelli  nel 1998, è l’approccio che ha avuto maggiore diffusione nelle diverse realtà cliniche, con risultati paragonabili a quelli della tiroidectomia convenzionale.

In particolare la MIVAT, associata a tassi di complicanze sovrapponibili a quelli della chirurgia convenzionale, è risultata efficace nel migliorare il risultato estetico, ridurre il dolore post-operatorio e ridurre il rischio di sintomi precoci post-tiroidectomia (alterata fonazione, disturbi della deglutizione). Attualmente la MIVAT rappresenta un approccio sicuro e validato nel trattamento di casi selezionati di carcinoma differenziato della tiroide. L’esperienza complessiva di MIVAT presso il Policlinico Gemelli, consta di circa 2600 tiroidectomie di cui circa 1300 eseguite per carcinoma differenziato della tiroide. In casi selezionati di carcinomi differenziati della tiroide alla MIVAT può essere associata la linfadenectomia del compartimento centrale con approccio video-assistito, che a fronte dei vantaggi dell’approccio mini-invasivo, garantisce, nella nostra esperienza, risultati di radicalità oncologica sovrapponibili alla chirurgia convenzionale.

Una piccola parte di tumori della tiroide sono scarsamente differenziati; in questi e nei rari casi di tumori differenziati della tiroide metastatici sono necessari altri approcci terapeutici oltre all’intervento chirurgico.

L'Oncologia Medica offre la possibilità di trattare le neoplasie della tiroide in accordo alle linee guida internazionali ed è coinvolta nei più importanti e promettenti studi con farmaci innovativi. Garantisce l’assistenza sia in regime di ricovero ordinario che di DH e ambulatoriale; è inoltre collegata con i Servizio di Radioterapia e di Medicina Nucleare per i trattamenti integrati e con l’Unità di Cure Palliative. Insieme all’Unità di Cure Palliative, l’Oncologia Medica è accreditata come un “ESMO Designated Center of Integrated Oncology and Palliative Care”.

Il Policlinico Universitario Gemelli, con 482 pazienti nel 2016, è 1° nel Lazio e 2° in Italia per il trattamento dei tumori della tiroide.

(fonte: Agenas - Risultati del Programma Nazionale Esiti 2016)

 


 

APPROFONDIMENTI

Sintomi più frequenti

Nella maggior parte dei casi i carcinomi della tiroide sono asintomatici. Tuttavia, in una minoranza dei casi, rappresentati da tumori localmente avanzati, possono essere presenti sintomi dovuti a compressione/infiltrazione delle strutture adiacenti alla tiroide quali disfonia, disfagia, dispnea.

Iter Diagnostico

  • Esami ormonali (fT3, fT4, TSH, calcitonina)
  • Ecografia del collo con color Doppler / elastografia (valutazione della tiroide e delle stazioni linfonodali del compartimento centrale e latero-cervicale)
  • Esame citologico su agoaspirato ecoguidato (+ ricerca markers molecolari in casi selezionati)
  • TAC/RMN del collo nei casi localmente avanzati

Terapia Chirurgica

  • Tiroidectomia totale (eventualmente associata alla linfoadenectomia del compartimento centrale e laterocervicale)
  • Tiroidectomia totale video-assistita (mivat) (eventualmente associata alla linfoadenectomia del compartimento centrale)

Terapia Medica

  • Farmaci citotossici: Doxorubicina, Derivati del platino
  • Farmaci a bersaglio molecolare: Sorafenib, Lenvatinib
  • Farmaci innovativi sia citotossici che a bersaglio molecolare (vedi Trial Clinici)

Radioterapia

  • Radioterapia a fasci esterni (tridimensionale o ad intensità modulata)
  • Radioterapia metabolica con radioiodio (131I) (eseguita presso il reparto protetto di radioterapia 3E)

Sopravvivenza

I carcinomi differenziati della tiroide sono caratterizzati da una sopravvivenza assoluta che varia tra l’85 ed il 98% a 10 anni. Nella maggioranza dei casi si tratta, quindi, di tumori con buona prognosi soprattutto se vi è associata una diagnosi precoce ed un adeguato trattamento chirurgico. 

Il tumore della tiroide richiede un follow-up a vita perchè il rischio di recidiva è presente anche a distanza di 30-40 dalla diagnosi iniziale. 

 

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