Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
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Il percorso clinico assistenziale dedicato al paziente con ICTUS

L’ictus ischemico cerebrale è una patologia causata dall'occlusione acuta di un vaso arterioso con conseguente deficit di flusso cerebrale focale ed improvvisa comparsa di sintomi neurologici (per esempio deficit del nervo faciale, deficit di forza ad un arto, disturbo di produzione o comprensione del linguaggio).

L’ictus cerebrale costituisce in Italia la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie e la prima causa di disabilità. La popolazione anziana è la più colpita con un tasso di prevalenza di circa il 7%. Nell'ultimo decennio, tuttavia, si è osservata una progressiva riduzione della mortalità ed un miglioramento della qualità di vita di questi pazienti.

Questo miglioramento è dovuto alla diffusione di procedure di rivascolarizzazione farmacologica (trombolisi) o meccanica che permettono di ripristinare il flusso cerebrale nella parte ischemica e alla creazione di Reparti ultraspe- cialistici, le Stroke Unit. La trombolisi è efficace solo entro 4-5 ore dall’esordio dei sintomi e il recupero è tanto maggiore quanto minore è questo intervallo di tempo. Si dice infatti “time is brain” cioè “il tempo è cervello”. All’interno del Policlinico Gemelli è stato istituito un percorso clinico assistenziale per la gestione dei pazienti con questo problema di salute, che provengono prevalentemente dalle zone di Roma Nord, Civitavecchia, Rieti e Viterbo afferenti alla rete ictus che fa capo al Policlinico Gemelli.

Gli obiettivi che il nostro Ospedale come “hub” della rete ictus si pone con la realizzazione

del percorso sono:

coordinare tutti i professionisti coinvolti nell’assistenza del paziente (cardiologi,

neurologi, chirurghi vascolari, internisti, intensivisti, radiologi interventisti,chirurghi vascolari, fisioterapisti ed infermieri); ;

• permettere con il teleconsulto, la possibilità di effettuare la trombolisi anche

negli ospedali periferici della rete;

evitare che gli attacchi ischemici transitori (TIA) evolvano in ictus, identificando un percorso rapido di trattamento già in Pronto Soccorso per le condizioni a particolare rischio evolutivo (ad esempio, il cosiddetto TIA in crescendo);

ampliare il numero di pazienti trattabili con trombolisi attraverso un protocollo

di studio della cosiddetta penombra ischemica che permette di trattare con i farmaci trombolitici anche pazienti con ictus ad esordio non noto (ictus al risveglio).


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